Attività

Psicoterapia

Uno spazio per comprendere ciò che stai vivendo

Chiedere aiuto non significa necessariamente essere arrivati a un punto di rottura.

A volte ci si rivolge a uno psicoterapeuta perché qualcosa è cambiato: ci si sente più in ansia, più fragili, arrabbiati o confusi. Altre volte una difficoltà dura da tempo e, nonostante gli sforzi, sembra impossibile uscirne.

Può succedere anche di trovarsi davanti a un cambiamento, una perdita, una crisi personale o una difficoltà nelle relazioni e sentire il bisogno di uno spazio in cui fermarsi e capire meglio cosa sta accadendo.

La psicoterapia è prima di tutto uno spazio di incontro. Uno spazio nel quale poter portare ciò che si sta vivendo, senza doverlo necessariamente avere già compreso o saperlo raccontare nel modo “giusto”.

Attraverso il percorso terapeutico possiamo cercare insieme di dare un significato all’esperienza, riconoscere ciò che si ripete e comprendere quali possibilità di cambiamento possono aprirsi.

Quando può essere utile iniziare un percorso?

Non esiste un momento preciso in cui sia “necessario” andare in psicoterapia.

Può essere utile quando senti che le tue risorse abituali non sono più sufficienti, oppure quando desideri comprendere più profondamente qualcosa che sta accadendo nella tua vita.

Possiamo lavorare, ad esempio, su:

  • ansia, attacchi di panico e stati di forte preoccupazione;
  • stress e difficoltà nella gestione delle emozioni;
  • insicurezza, bassa autostima e senso di inadeguatezza;
  • momenti di crisi, cambiamento o transizione;
  • difficoltà nelle relazioni;
  • conflitti e difficoltà nella vita di coppia;
  • problematiche familiari;
  • separazioni, perdite e lutti;
  • esperienze del passato che continuano a influenzare il presente;
  • sensazione di essere bloccati o di ripetere modalità che non ci fanno stare bene.

Non è necessario riconoscersi in una diagnosi per poter chiedere aiuto.

A volte è sufficiente sentire che qualcosa non va più come vorremmo.

Un percorso costruito insieme

Ogni persona arriva in terapia con una storia diversa. Per questo non penso alla psicoterapia come all’applicazione di un metodo identico per tutti.

Il percorso nasce dall’incontro tra ciò che porti e il mio modo di lavorare.

Il primo colloquio

Il primo incontro è innanzitutto un momento per conoscerci.

Puoi raccontarmi cosa ti ha portato a chiedere aiuto, cosa stai vivendo e cosa vorresti poter comprendere o cambiare.

Non è necessario arrivare con le idee chiare: possiamo costruirle insieme.

Comprendere ciò che sta accadendo

Nel corso degli incontri cerchiamo di osservare più da vicino ciò che vivi: emozioni, pensieri, comportamenti, relazioni e modalità con cui affronti le situazioni.

Prestiamo attenzione anche alla tua storia e alle esperienze che hanno contribuito a costruire il tuo modo attuale di stare con te stesso e con gli altri.

Anche il corpo fa parte della nostra esperienza

Il mio lavoro integra l’approccio sistemico-relazionale e l’Analisi Bioenergetica.

Questo significa prestare attenzione non soltanto a ciò che pensiamo e raccontiamo, ma anche a come le esperienze vengono vissute nel corpo.

Tensioni, posture, sensazioni, respiro e modalità di contatto possono offrire ulteriori elementi per comprendere quello che stiamo vivendo.

Il corpo non viene quindi considerato separatamente dalla dimensione psicologica e relazionale, ma come una parte della nostra esperienza.

Dalla comprensione al cambiamento

Comprendere ciò che ci accade non significa necessariamente trovare una spiegazione per tutto.

Significa, piuttosto, poter guardare la propria esperienza da una prospettiva nuova, riconoscere modalità che magari abbiamo imparato molto tempo fa e che oggi non ci sono più utili, e sperimentare possibilità differenti.

La psicoterapia può diventare così uno spazio nel quale conoscersi meglio, entrare maggiormente in contatto con ciò che si prova e costruire un modo più consapevole di stare nelle relazioni e nella propria vita.

Individuale, di coppia, familiare e di gruppo

Il lavoro psicoterapeutico può svolgersi in forme diverse, a seconda delle necessità.

Psicoterapia individuale
Uno spazio personale nel quale affrontare le proprie difficoltà e approfondire la propria esperienza.

Psicoterapia di coppia
Un percorso rivolto alla relazione, quando conflitti, incomprensioni o distanza rendono difficile ritrovare un modo di stare insieme.

Psicoterapia familiare
Un lavoro sulle dinamiche e sulle relazioni familiari quando la difficoltà coinvolge più persone del sistema familiare.

Psicoterapia di gruppo
Un’esperienza nella quale la relazione con gli altri partecipanti diventa parte del processo terapeutico e offre la possibilità di osservare e sperimentare nuovi modi di stare in relazione.

Un primo passo

Decidere di iniziare una psicoterapia può non essere semplice.

Puoi iniziare anche solo da una domanda, da una difficoltà che non sai ancora bene come definire o dal desiderio di capire meglio cosa ti sta succedendo.

Il primo passo è parlarne.

[Contattami per un primo colloquio]


Quando la difficoltà riguarda la coppia

Ci sono momenti in cui la relazione sembra non essere più quella di prima.

Le discussioni diventano frequenti, ci si sente lontani anche stando insieme, comunicare sembra sempre più difficile. A volte si accumulano risentimento, incomprensioni o silenzi. Altre volte un cambiamento importante, un tradimento, una separazione già avvenuta o una difficoltà personale di uno dei partner finiscono per coinvolgere profondamente la relazione.

In queste situazioni può diventare difficile capire che cosa stia realmente accadendo tra due persone che, magari, continuano a volersi bene ma non riescono più a incontrarsi come vorrebbero.

La psicoterapia di coppia offre uno spazio nel quale fermarsi, ascoltarsi e provare a comprendere la relazione da una prospettiva diversa.

Quando può essere utile

Una coppia può attraversare momenti di difficoltà per ragioni molto diverse.

Può essere utile chiedere un aiuto quando ci sono:

litigi ricorrenti e difficoltà a interrompere dinamiche conflittuali;
difficoltà nella comunicazione;
distanza emotiva o perdita di intimità;
gelosia, insicurezza o mancanza di fiducia;
difficoltà nella sessualità e nel contatto;
cambiamenti importanti nella vita della coppia;
tradimenti o ferite nella relazione;
difficoltà legate alla genitorialità;
decisioni importanti da prendere sul futuro della relazione;
la sensazione di non riuscire più a comprendere il proprio partner.

Non è necessario aspettare che la situazione diventi insostenibile.

A volte chiedere aiuto significa semplicemente riconoscere che, da soli, si continua a tornare negli stessi punti senza riuscire a trovare una strada diversa.

Non si tratta di stabilire chi ha ragione

Quando una coppia è in difficoltà, è naturale cercare un responsabile.

“È lui che non mi ascolta.”

“È lei che non mi comprende.”

“Se cambiasse questo comportamento, le cose andrebbero meglio.”

In terapia di coppia l’obiettivo non è stabilire chi abbia ragione o torto.

L’attenzione viene rivolta alla relazione e alle dinamiche che si creano tra i partner.

Cerchiamo di comprendere come ciascuno contribuisce, spesso senza rendersene conto, alla modalità con cui la coppia entra in conflitto, si allontana o cerca di ritrovare un contatto.

Questo permette di dare spazio ai bisogni, alle emozioni e alla storia di entrambi, senza ridurre la difficoltà a una sola causa o alla responsabilità di una sola persona.

Comprendere la dinamica della coppia

Ogni coppia sviluppa nel tempo un proprio modo di stare insieme.

Ci sono modalità di comunicare, di cercarsi, di proteggersi e anche di litigare che possono diventare molto radicate.

A volte uno dei partner cerca maggiore vicinanza proprio nel momento in cui l’altro sente il bisogno di allontanarsi. Uno insiste per parlare, l’altro si chiude. Uno chiede rassicurazioni, l’altro si sente sotto pressione.

Si può così creare un circolo nel quale entrambi finiscono per sentirsi non ascoltati e non compresi.

La terapia può aiutare a rendere visibile questo circolo, per poterlo osservare insieme invece di esserne continuamente coinvolti.

Uno spazio per entrambi

Il percorso di coppia richiede la possibilità di dare voce a entrambi i partner.

Ognuno porta nella relazione la propria storia, i propri bisogni, le proprie esperienze e il proprio modo di interpretare ciò che accade.

Per questo il lavoro non consiste nel trovare una posizione “neutrale” tra due persone, ma nel creare uno spazio nel quale entrambi possano essere ascoltati e nel quale la relazione stessa possa diventare oggetto di osservazione.

Corpo, emozioni e relazione

Nel mio lavoro integro l’approccio sistemico-relazionale e l’Analisi Bioenergetica.

Anche nella terapia di coppia questo significa poter prestare attenzione non soltanto alle parole e ai contenuti delle discussioni, ma anche a ciò che accade sul piano emotivo e corporeo.

Il modo in cui ci avviciniamo o ci allontaniamo, la tensione che compare durante un conflitto, il tono della voce, il respiro, la postura e le sensazioni che emergono possono diventare elementi utili per comprendere ciò che accade nella relazione.

Il percorso

Il primo incontro è un momento per comprendere la situazione che vi ha portato a chiedere aiuto e per iniziare a costruire uno spazio di lavoro condiviso.

Successivamente il percorso viene definito in relazione alle caratteristiche della coppia e agli obiettivi che emergono.

Non si tratta necessariamente di decidere subito che cosa fare della relazione.

Prima di tutto, può essere importante comprendere che cosa sta succedendo tra voi.

Da questa comprensione possono emergere possibilità diverse: ritrovare un modo nuovo di stare insieme, affrontare un cambiamento, prendere decisioni importanti o semplicemente riuscire a guardare la propria storia di coppia con maggiore consapevolezza.

Chiedere aiuto

Se sentite di essere entrati in una dinamica dalla quale non riuscite più a uscire, oppure se avete bisogno di comprendere meglio ciò che sta accadendo nella vostra relazione, potete contattarmi per un primo colloquio.

Non è necessario arrivare con una soluzione.

Possiamo iniziare da ciò che sta succedendo oggi.

[Contattami per un primo colloquio]

Psicoterapia familiare

Psicoterapia familiare – Simone Giorgi
Psicoterapia familiare
Quando la difficoltà coinvolge la famiglia

Quando una persona sta attraversando un momento di difficoltà, ciò che accade non riguarda necessariamente soltanto lei.

Le relazioni familiari possono avere un ruolo importante nel modo in cui una difficoltà nasce, si manifesta e viene affrontata. Allo stesso tempo, ciò che vive una persona può avere conseguenze sull’intero equilibrio familiare.

Può accadere, per esempio, quando un figlio attraversa un periodo di particolare sofferenza, quando i rapporti tra genitori e figli diventano conflittuali, quando un cambiamento mette in discussione gli equilibri familiari o quando una famiglia si trova ad affrontare una situazione che non riesce più a gestire con le proprie risorse.

In queste situazioni può essere utile creare uno spazio nel quale la famiglia possa fermarsi e guardare insieme ciò che sta accadendo.

Non c’è un unico punto di vista

All’interno di una famiglia, ciascuno vive le situazioni dal proprio punto di vista.

Quello che per una persona è una richiesta di aiuto, per un’altra può essere un comportamento incomprensibile. Quello che qualcuno vive come preoccupazione, qualcun altro può percepirlo come controllo.

Quando queste differenze non riescono più a essere comunicate, possono aumentare incomprensioni, conflitti e distanze.

La terapia familiare offre la possibilità di dare spazio alle diverse prospettive e di comprendere come le persone si influenzano reciprocamente.

Guardare alle relazioni

L’approccio sistemico-relazionale considera la persona all’interno delle relazioni significative della sua vita.

Questo non significa cercare un responsabile della difficoltà.

Significa provare a comprendere le dinamiche che si sono costruite nel tempo: come si comunica, come si reagisce alle difficoltà, quali aspettative ci sono, quali ruoli vengono assunti e quali modalità di relazione tendono a ripetersi.

Quando queste dinamiche diventano più visibili, può essere possibile sperimentare modalità differenti di comunicare e di stare in relazione.

Quando può essere utile

La terapia familiare può essere indicata in situazioni diverse, tra cui:

difficoltà nella relazione tra genitori e figli;
conflitti familiari ricorrenti;
difficoltà adolescenziali che coinvolgono l’intero nucleo familiare;
importanti cambiamenti nella vita della famiglia;
separazioni e riorganizzazioni familiari;
difficoltà nella comunicazione;
momenti di forte tensione o distanza tra i membri della famiglia;
situazioni nelle quali la sofferenza di una persona finisce per coinvolgere profondamente tutti gli altri.

Non sempre è necessario che siano presenti tutti i componenti della famiglia.

A seconda della situazione, il percorso può prevedere incontri con l’intero nucleo familiare oppure momenti di lavoro con alcune delle persone coinvolte.

Uno spazio per incontrarsi nuovamente

La terapia familiare non ha l’obiettivo di stabilire chi abbia ragione.

L’obiettivo è creare uno spazio nel quale sia possibile ascoltare ed essere ascoltati, comprendere ciò che accade nelle relazioni e trovare modalità diverse per affrontare le difficoltà.

A volte il cambiamento comincia proprio dalla possibilità di raccontare la propria esperienza senza essere immediatamente contraddetti, giudicati o interrotti.

Il mio approccio

Il mio lavoro si basa principalmente sull’approccio sistemico-relazionale, integrato con la formazione in Analisi Bioenergetica.

Questo mi permette di considerare la famiglia non soltanto attraverso ciò che viene raccontato e attraverso le dinamiche relazionali, ma anche prestando attenzione alla dimensione emotiva e corporea dell’esperienza.

Le emozioni, le tensioni e le reazioni corporee possono infatti accompagnare e influenzare il modo in cui entriamo in relazione con gli altri.

Come si svolge il percorso

Il primo incontro serve a comprendere la situazione e il motivo per cui la famiglia ha scelto di chiedere aiuto.

Insieme cerchiamo di definire quali sono le difficoltà più importanti e quali persone possono essere coinvolte nel percorso.

La terapia viene quindi costruita progressivamente, in funzione della situazione specifica e degli obiettivi condivisi.

Non esiste una formula uguale per tutte le famiglie.

Esiste la possibilità di costruire uno spazio nel quale poter comprendere ciò che sta succedendo e provare a modificare quelle dinamiche che oggi generano sofferenza.

Un primo passo

Chiedere aiuto come famiglia può essere difficile.

A volte significa riconoscere che le modalità utilizzate fino a quel momento non sono più sufficienti.

Non è necessario sapere già quale sia il problema o avere una soluzione.

Possiamo partire da ciò che state vivendo.

[Contattami per un primo colloquio]

PSICOTERAPIA DI GRUPPO

Psicoterapia di gruppo – Simone Giorgi
Psicoterapia di gruppo
Un percorso terapeutico attraverso l’incontro con gli altri

La psicoterapia di gruppo offre uno spazio nel quale il proprio percorso di crescita e cambiamento può svolgersi anche attraverso la relazione con altre persone.

Nel gruppo è possibile portare emozioni, difficoltà e aspetti di sé che spesso, nella vita quotidiana, facciamo fatica a riconoscere o condividere.

L’incontro con gli altri permette di scoprire che alcune esperienze che viviamo come esclusivamente nostre possono essere condivise, comprese e osservate da prospettive differenti.

Ma il gruppo non è semplicemente un insieme di persone che raccontano le proprie difficoltà.

È una relazione viva, nella quale ciò che accade tra le persone diventa parte del lavoro terapeutico.

Perché lavorare in gruppo?

Nelle relazioni quotidiane sviluppiamo modalità di stare con gli altri che spesso diventano automatiche.

Possiamo cercare continuamente l’approvazione, avere difficoltà a esprimere ciò che proviamo, temere il giudizio, sentirci esclusi, arrabbiarci facilmente oppure tendere a ritirarci quando qualcosa ci mette in difficoltà.

Nel gruppo queste modalità possono emergere in modo concreto.

Questo permette di osservarle mentre accadono e, all’interno di un contesto protetto, di sperimentare possibilità differenti.

Il gruppo può diventare così un luogo nel quale conoscersi attraverso la relazione.

Cosa può offrire il gruppo

Il lavoro di gruppo può permettere di:

sentirsi ascoltati e riconosciuti;
condividere esperienze con persone che attraversano difficoltà differenti ma, a volte, sorprendentemente simili;
comprendere meglio il proprio modo di stare nelle relazioni;
riconoscere emozioni e bisogni;
sperimentare modalità diverse di comunicare;
confrontarsi con punti di vista differenti;
sviluppare una maggiore consapevolezza di sé e del proprio modo di entrare in relazione con gli altri.

Il gruppo può inoltre offrire un’esperienza importante di appartenenza, soprattutto quando ci si sente soli o diversi nelle proprie difficoltà.

Il gruppo come esperienza relazionale

Nel gruppo non lavoriamo soltanto su ciò che ciascuno racconta.

Prestiamo attenzione anche a ciò che accade nel gruppo stesso: alle vicinanze e alle distanze, alle emozioni che emergono, ai conflitti, ai silenzi, alle aspettative e alle modalità con cui ciascuno cerca il proprio spazio.

Quello che accade tra i partecipanti può diventare materiale terapeutico.

È proprio questa dimensione esperienziale a rendere il gruppo diverso da una semplice condivisione di esperienze.

Corpo, emozioni e relazione

Nel mio lavoro integro l’approccio sistemico-relazionale con l’Analisi Bioenergetica.

La dimensione corporea può quindi avere un ruolo anche nel lavoro di gruppo.

Il corpo può manifestare tensione, apertura, chiusura, agitazione o difficoltà nel contatto prima ancora che riusciamo a riconoscerle pienamente a livello consapevole.

Prestare attenzione a queste sensazioni può aiutare a comprendere meglio il proprio modo di stare nelle relazioni e il modo in cui reagiamo alle situazioni che ci coinvolgono.

Un contesto protetto

Perché il gruppo possa diventare realmente uno spazio terapeutico, è importante che sia costruito sulla fiducia e sul rispetto reciproco.

Ogni partecipante ha la possibilità di condividere ciò che desidera e con i propri tempi.

La riservatezza e il rispetto delle esperienze degli altri sono elementi fondamentali del lavoro.

Il gruppo non richiede di esporsi più di quanto ci si senta pronti a fare.

Come si svolge

Il percorso prevede incontri di gruppo con una frequenza e una durata definite in base alla specifica proposta terapeutica.

Prima dell’ingresso nel gruppo è previsto un momento di conoscenza individuale, utile a comprendere le esigenze della persona e a valutare insieme se quella specifica esperienza di gruppo può essere adatta.

Il gruppo viene quindi costruito e accompagnato nel tempo, attraverso un lavoro condiviso nel quale ogni partecipante può trovare il proprio spazio.

Per chi può essere indicato

La psicoterapia di gruppo può essere particolarmente interessante per chi desidera lavorare sulle proprie modalità relazionali e approfondire la conoscenza di sé attraverso l’esperienza diretta del rapporto con gli altri.

Non è necessario aver già partecipato a un gruppo terapeutico.

Se non sai se il gruppo possa essere adatto a te, possiamo parlarne durante un primo colloquio.

Un’esperienza da vivere

Ci sono aspetti di noi che diventano più comprensibili quando possiamo incontrarli nella relazione con gli altri.

Il gruppo offre proprio questa possibilità: conoscersi, sperimentare e cambiare insieme agli altri, in uno spazio protetto e accompagnato dal terapeuta.

[Contattami per conoscere i prossimi gruppi]

Seminari esperienziali – Simone Giorgi
Seminari esperienziali
Fare esperienza di sé attraverso il corpo, le emozioni e la relazione

Ci sono aspetti di noi che possiamo comprendere meglio quando, oltre a parlarne, abbiamo la possibilità di farne esperienza.

I seminari esperienziali nascono da questa idea: creare uno spazio nel quale poter rallentare, ascoltarsi e prestare attenzione a ciò che accade dentro di noi e nella relazione con gli altri.

Attraverso esercizi corporei, movimento, respirazione, ascolto delle sensazioni e momenti di condivisione, è possibile avvicinarsi alla propria esperienza in un modo diverso da quello abituale.

Non si tratta di imparare una tecnica o di raggiungere una particolare prestazione.

Si tratta di fare spazio a ciò che sentiamo.

Il corpo come via di accesso all’esperienza

Siamo abituati a comprendere noi stessi soprattutto attraverso i pensieri e le parole.

Il corpo, però, può raccontare qualcosa di importante anche prima che riusciamo a trasformarlo in parole.

Una tensione, un respiro trattenuto, una postura, una sensazione di apertura o di chiusura possono accompagnare il nostro modo di vivere le emozioni e di stare in relazione.

Nei seminari possiamo imparare a rivolgere attenzione a questi segnali e a sviluppare una maggiore consapevolezza del rapporto tra corpo, emozioni e pensieri.

Dall’esperienza alla consapevolezza

Gli esercizi proposti non hanno un significato prestabilito uguale per tutti.

La stessa esperienza può suscitare sensazioni, emozioni o pensieri differenti in persone diverse.

Per questo il lavoro lascia spazio all’esplorazione personale e alla possibilità di condividere ciò che emerge, senza giudizio e senza la necessità di arrivare a una conclusione.

L’esperienza diventa così un’occasione per osservare le proprie modalità abituali e, quando possibile, per sperimentarne di nuove.

La dimensione del gruppo

Il seminario si svolge all’interno di un gruppo.

La presenza degli altri è parte integrante dell’esperienza: possiamo scoprire come ci sentiamo quando siamo osservati, quando entriamo in contatto, quando prendiamo spazio o quando ci permettiamo di lasciarlo agli altri.

Il gruppo offre quindi la possibilità di sperimentare la relazione in un contesto protetto e rispettoso.

Ciò che accade durante il seminario può diventare uno spunto per conoscere meglio il proprio modo di stare con gli altri.

Per chi sono pensati

I seminari sono rivolti a persone che desiderano dedicare tempo all’esplorazione personale e approfondire il rapporto con:

il proprio corpo;
le proprie emozioni;
il modo di stare in relazione;
i propri bisogni e confini;
le modalità con cui si entra in contatto con gli altri;
le proprie risorse personali.

Non è necessario avere una particolare esperienza precedente.

È sufficiente la curiosità e la disponibilità a mettersi in ascolto della propria esperienza.

Un’esperienza, non una lezione

Il seminario non è una conferenza e non è un corso nel quale vengono semplicemente trasmesse informazioni.

È uno spazio esperienziale.

Il lavoro alterna momenti di proposta ed esplorazione, ascolto individuale, esercizi e condivisione nel gruppo.

Ognuno può partecipare secondo i propri tempi e nel rispetto dei propri limiti.

L’ispirazione bioenergetica

I seminari si inseriscono nel mio percorso di formazione in Analisi Bioenergetica, un approccio che considera strettamente connessi corpo, emozioni e dimensione psicologica.

Il lavoro corporeo viene utilizzato come possibilità di esplorazione e di consapevolezza, sempre nel rispetto della persona e della sua esperienza.

I prossimi seminari

In questa sezione saranno pubblicate le proposte attive, con tutte le informazioni necessarie:

Titolo del seminario
Breve descrizione dell’esperienza.

Quando: [data]
Orario: [orario]
Dove: [luogo]
Durata: [durata]
Partecipanti: [numero]
Costo: [costo]

[Scopri il seminario]

Se vuoi saperne di più

Se senti curiosità verso questo tipo di esperienza ma non sai se possa essere adatta a te, puoi contattarmi.

Ti potrò spiegare come sono strutturati i seminari, a chi sono rivolti e cosa aspettarti dall’esperienza.

[Contattami]

Una scelta che farei molto consapevolmente è non usare troppo la parola “cambiamento”. La userei, ma senza promettere che un seminario “trasforma” o “risolve” qualcosa.

Il valore della proposta, nel tuo caso, mi sembra più interessante se viene raccontato come esperienza di consapevolezza: sentire → osservare → comprendere → sperimentare.

[Contattami per un primo colloquio]

6. “Psicoterapia familiare”

Quando la difficoltà coinvolge la famiglia

Le difficoltà di una persona possono essere profondamente legate alle relazioni familiari.

In questi casi può essere utile lavorare non soltanto sul singolo individuo, ma sulle dinamiche che si sono create all’interno della famiglia.

La terapia familiare offre uno spazio nel quale poter ascoltare i diversi punti di vista, comprendere le modalità di comunicazione e relazione e costruire nuove possibilità di incontro.

Psicoterapia online

La psicoterapia può essere svolta anche online, attraverso un collegamento video.

Può essere una soluzione utile quando la distanza, gli impegni lavorativi o altre esigenze rendono difficile raggiungere lo studio.

Il percorso online mantiene gli stessi principi di ascolto, riservatezza e collaborazione del lavoro in presenza.

[Contattami per informazioni]

Psicoterapia di gruppo

Il gruppo può diventare uno spazio prezioso per comprendere se stessi anche attraverso l’incontro con gli altri.

Condividere esperienze, emozioni e difficoltà all’interno di un contesto protetto permette di osservare da vicino il proprio modo di stare in relazione, di sentirsi parte di qualcosa e di sperimentare modalità differenti di comunicare e di entrare in contatto.

Il gruppo non è soltanto un insieme di persone che affrontano una difficoltà: è una relazione viva nella quale possono emergere risorse, consapevolezze e possibilità di cambiamento.

[Scopri la psicoterapia di gruppo]


Seminari esperienziali

Qui invece sottolineerei maggiormente corpo, esperienza e consapevolezza, perché è probabilmente il territorio nel quale il tuo approccio bioenergetico può esprimersi meglio.

Seminari esperienziali

Ci sono aspetti di noi che possono essere compresi meglio non soltanto attraverso le parole, ma anche attraverso l’esperienza.

Nei seminari esperienziali propongo occasioni di esplorazione personale attraverso il corpo, il movimento, il respiro, l’ascolto delle sensazioni e la relazione con gli altri.

L’esperienza diventa uno strumento per entrare maggiormente in contatto con se stessi, riconoscere le proprie modalità abituali e sperimentare possibilità nuove.

I seminari possono essere rivolti a chi desidera approfondire il rapporto con il proprio corpo e le proprie emozioni, anche senza intraprendere un percorso psicoterapeutico individuale.

Sono il Dott. Simone Giorgi

Benvenut* nel mio sito, dove puoi trovare i servizi che fornisco, la mia formazione, e informazioni utili sull’Analisi Bioenergetica e la Psicoterapia Sistemica. Ricevo privatamente a Castel San Pietro Terme e a Bologna.

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