
Anche in questo caso, é difficile definire cosa si intende per “disturbo di personalità”. Iniziamo col dire che si tratta di un contenitore ampio che contiene varie sindromi (dal disturbo evitante, borderline, dipendente, ecc), distinto dal contenitore dei sintomi “classici” quali i disturbi d’ansia, la depressione ecc. Oltre ad essere “etichette” che servono agli addetti ai lavori per comprendersi velocemente quando si parla di un caso, in sostanza sono disturbi più radicati nella persona, che hanno una storia di insorgenza di lunga durata nel corso della crescita e che dipendono in larga parte dagli schemi relazionali familiari e dal modo che il bambino ha trovato per farvi fronte. Sono “tratti” caratteristici della persona, che , fino a quando non diventano fonte di disagio, descrivono un certo tipo di funzionamento. Ma in situazioni di forte stress questo funzionamento può deragliare mostrando il disturbo sottostante.
Per chi volesse approfondire il tema dei disturbi di personalità penso che possa trovare molte fonti su internet, e non sento sia questo il luogo per descriverle. Ma se vi riconoscete in quelle descrizioni o modi di funzionare, allora è possibile che vi siano tratti di uno di questi disturbi. Spesso non sono facilmente identificabili perché si associano ai disturbi ansiosi o depressivi; ma ripeto, quello che conta é lo stile di funzionamento, Per esempio, se una persona é eccessivamente sensibile alle separazioni e ne ha molta paura, se tende a oscillare tra idealizzazione e svalutazione di sé e degli altri, se sotto stress fatica a gestire le emozioni, se magari vi é anche uso di sostanze o tendenza. a gesti autolesivi, allora si può ipotizzare un disturbo dello spettro borderline.
Il punto é: cosa può fare la terapia in questi casi? A mio parere di fronte a queste problematiche è molto utile la terapia corporea, perché porta ad una maggiore conoscenza di sé e ad una maggiore capacità di autoregolazione. A livello relazionale si può indagare la che significato ha questo tipo di funzionamento nel sistema familiare o nelle relazioni del paziente. In più la psicoterapia corporea può fare emergere dei vissuti molto “antichi”, inscritti nella memoria preverbale, che sono collegati alla genesi di questi disturbi. Vari studi dimostrano che la genesi è per la maggior parte derivata da “deragliamenti” nella relazione di accudimento che accadono con una certa frequenza: si parla di “trauma cumulativo”. Il recupero di queste memorie implicite può favorire una “esperienza emotiva correttiva” che va a riparare il deragliamento rimasto tale.




